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	<title>Perle sparse</title>
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		<title>Per quanto possibile, traduci meglio!</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 23:12:05 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[per sorridere]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho ricevuto una mail – e non è la prima volta, circola da mesi – con questo testo: Siamo alla ricerca di un collaboratore, in tutta trasparenza, per proporre i nostri prodotti finanziari. Il nostro obiettivo è di diminuire il &#8230; <a href="http://perlesparse.altervista.org/per-quanto-possibile-traduci-meglio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho ricevuto una mail – e non è la prima volta, circola da mesi – con questo testo:<br />
<em>Siamo alla ricerca di un collaboratore, in tutta trasparenza, per proporre i nostri prodotti finanziari. Il nostro obiettivo è di diminuire il Fisco della società.<br />
Non usiamo società virtuali (off shore o altro), si effettua una vera fatturazione e contabilità. Per quanto possibile, si agisce in modo legale.</em><br />
Come sarebbe “per quanto possibile”?<br />
O agisci in modo perfettamente legale, oppure no (ma sei scemo se lo scrivi).<br />
Ovviamente c’è anche una terza alternativa: cambiare traduttore.<br />
Per la cronaca: la mail proviene da un indirizzo lussemburghese</p>
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		<title>Primo maggio: la sagra (purtroppo) delle stronzate</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 15:32:24 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Invece della classica gita fuori porta (che peraltro in genere evito) visto anche il tempo pessimo me ne sto pigramente sul divano, con la santa intenzione di dedicarmi al mio passatempo preferito (e purtroppo trascurato), la lettura. Però prima di &#8230; <a href="http://perlesparse.altervista.org/primo-maggio-la-sagra-purtroppo-delle-stronzate/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Invece della classica gita fuori porta (che peraltro in genere evito) visto anche il tempo pessimo me ne sto pigramente sul divano, con la santa intenzione di dedicarmi al mio passatempo preferito (e purtroppo trascurato), la lettura. Però prima di immergermi tra le pagine di un buon libro mi vien voglia di accendere la TV, tanto per qualche aggiornamento su quel che succede nel mondo.<br />
Bene, becco subito il collegamento con le classiche manifestazioni del 1 maggio, il giornalista intervista al volo la Camusso, che dice: “Bisogna creare lavoro [giustissimo] e quindi bisogna abbassare la tassazione sul lavoro…”. Ah, questa mi mancava. La riduzione della tassazione sul lavoro che genera lavoro. Oddio, è indubbio che la tassazione riduce il potere d’acquisto e quindi può alimentare la recessione e la conseguante perdita di posti di lavoro, ma da qui a dire che la panacea assoluta per creare posti di lavoro è ridurre la tassazione sul lavoro, mi sembra ce ne passi.<br />
Cambio canale, e sullo schermo appare un gruppo di una decina di signore piuttosto anziane e malandate (una ha anche le stampelle), vestite come vestivano le donne che lavoravano nei campi 50-60 anni fa: grembiuloni di cotone colorati che avvolgono il corpo, stretti in vita da lunghi lacci, fazzolettoni ugualmente di cotone legati intorno al capo… però sono scalze, ma non faccio in tempo a farmi domande perché la telecamera allarga l’inquadratura e si vede che le signore sono su una sorta di palco, in una stanza enorme piena di fregi dorati, dipinti e arazzi (insomma, il classico salone rinascimentale di un palazzo gentilizio) davanti ad una platea di distinti signori in abito scuro.<br />
Ma che ci fanno delle contadine di circa 80 anni (se non di più) vestite con abiti da lavoro a dir poco desueti, e scalze, in un grandioso salone rinascimentale? Boh, incuriosita, continuo a guardare. Le anziane signore, con passo incerto (forse per l’emozione, di sicuro per l’età) si allineano sul palco, poi si chinano fino a toccare con le mani il pavimento, mimando il gesto di raccogliere qualcosa da terra. Poi si tirano su e iniziano a cantare, e dal canto finalmente capisco: sono delle mondine! O meglio – spero per loro, vista l’età – delle ex mondine. Subito dopo dalle parole del giornalista che commenta le immagini capisco anche che si tratta della cerimonia di conferimento delle Stelle al merito del Lavoro, al Quirinale, e quasi d’istinto spengo la TV, pensando che ormai non c’è limite al peggio. Mi piacerebbe proprio conoscere a chi è venuta questa fulminante idea di mettere una decina di anziane contadine – bardate (o meglio mascherate) come mai si sarebbero bardate per andare al Quirinale al cospetto del Presidente della Repubblica e dell’intero Governo – su un palco come fossero scolarette impegnate nella recita di fine anno.<br />
Meglio distrarsi con un buon libro, sperando che il tempo consenta almeno una passeggiata.</p>
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		<title>Il dono della libertà</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 15:47:11 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Io ti dico che non c’è per l’uomo pensiero più angoscioso che quello di trovare al più presto a chi rimettere il dono della libertà con cui nasce questa infelice creatura. Ma dispone della libertà degli uomini solo chi ne &#8230; <a href="http://perlesparse.altervista.org/il-dono-della-liberta/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Io ti dico che non c’è per l’uomo pensiero più angoscioso che quello di trovare al più presto a chi rimettere il dono della libertà con cui nasce questa infelice creatura. Ma dispone della libertà degli uomini solo chi ne acqueta la coscienza.</em>
<p style="text-align: right;">(<strong><em>F. Dostoevskij</em></strong>, in <em><strong>I fratelli Karamazov</strong></em>)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Evoluzione</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 06:43:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>perlesparse</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Provate a pensare un po’… Cos’erano fino all’altro ieri gli embrioni? Poco più di niente, al massimo materiale per studi ed esperimenti, altrimenti spazzatura da gettar via, come un qualsiasi “oggetto” che non serve più. Sicuramente con la vita non &#8230; <a href="http://perlesparse.altervista.org/evoluzione/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Provate a pensare un po’…<br />
Cos’erano fino all’altro ieri gli embrioni? Poco più di niente, al massimo materiale per studi ed esperimenti, altrimenti spazzatura da gettar via, come un qualsiasi “oggetto” che non serve più. Sicuramente con la vita non c’entravano granché.<br />
Cosa sono oggi? In effetti si sono evoluti, visto che adesso, vittime di un incidente dovuto probabilmente all’incuria, per loro si parla di omicidio.<br />
Ma non nascondiamoci dietro ad un dito: ieri ed oggi, è solo una questione di soldi. </p>
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		<title>Le tasse spiegate da un professore (che non è Monti)</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 09:47:04 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Immaginiamo 10 amici che s&#8217;incontrano ogni giorno per bere una birra insieme; il conto corrisponde a 100 euro (cioè 10 euro a testa). Ma i dieci amici decidono di pagare il conto seguendo una suddivisione ispirata al calcolo dell&#8217;imposta sul &#8230; <a href="http://perlesparse.altervista.org/le-tasse-spiegate-da-un-professore-che-non-e-monti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em>Immaginiamo 10 amici che s&#8217;incontrano ogni giorno per bere una birra insieme; il conto corrisponde a 100 euro (cioè 10 euro a testa).<br />
Ma i dieci amici decidono di pagare il conto seguendo una suddivisione ispirata al calcolo dell&#8217;imposta sul reddito:<br />
- i primi 4 (i più poveri!), non pagano niente<br />
- il quinto paga 1 euro<br />
- il sesto paga 3 euro<br />
- il settimo paga 7 euro<br />
- l&#8217;ottavo paga 12 euro<br />
- il nono paga 18 euro<br />
- l&#8217;ultimo (che è ricchissimo!) paga 59 euro.<br />
I dieci uomini si trovano ogni sera e sembrano soddisfatti dal loro accordo. Fino al giorno in cui il proprietario del bar decide di fare uno sconto per premiare la loro fedeltà: «Siccome siete ottimi clienti ho deciso di farvi uno sconto di 20 euro, da oggi pagherete 80 euro per le 10 birre.»<br />
Il gruppo decide di continuare a pagare la somma nello stesso modo in cui pagano le tasse.<br />
I primi quattro continuano a bere gratis. Ma in che modo gli altri 6 (i clienti paganti) avrebbero diviso i 20 euro di sconto in modo equo? 20 euro diviso 6 corrisponde a 3.33 euro. Ma se detraggono questa somma, significa che il quinto e il sesto uomo vanno pagati per bere la birra.<br />
Il barista suggerisce che sarebbe più equo detrarre una percentuale dal conto di ciascuno:<br />
- il quinto uomo non paga più niente, come i primi quattro (un povero in più?)<br />
- il sesto paga 2 euro invece di 3 (33% di riduzione)<br />
- il settimo paga 5 euro invece di 7 (28% di riduzione)<br />
- l&#8217;ottavo paga 9 euro invece di 12 (25% di riduzione)<br />
- il nono paga 14 euro invece di 18 (22% di riduzione)<br />
- il decimo paga 50 euro invece di 59 euro (16% di riduzione)<br />
Ognuno dei 6 “paganti” quindi spende meno di prima, e ai primi 4 che continuano a bere gratis si aggiunge anche il quinto.<br />
Ma una volta fuori dal bar, ognuno commenta il proprio risparmio:<br />
«Ho avuto solo 1 euro di sconto sui 20 euro», dice il sesto, e, indicando il decimo «Lui ha avuto ben 9 euro di sconto».<br />
«Già!» dice il quinto «Anche io ho avuto solo 1 euro di sconto»<br />
«Ma è vero!» ribadisce il settimo «E perché il decimo ha diritto a 9 euro di sconto e io solo 2 euro? Non è logico che sia il più ricco a beneficiare dello sconto maggiore»<br />
«Un momento» grida il primo uomo «noi quattro non abbiamo avuto proprio niente. Il sistema sfrutta i poveri».<br />
I 9 uomini circondano il decimo e lo insultano.<br />
Il giorno successivo il decimo uomo decide di non andare più a bere la birra con il gruppo di amici. Gli altri nove si siedono e bevono la birra senza di lui. Ma al momento di pagare il conto scoprono una cosa importante: non hanno abbastanza soldi per pagare, neanche la metà del conto!<br />
Cari amici, questo rispecchia esattamente il sistema delle tasse.<br />
Tassate i più forti, accusateli di essere ricchi: rischiate che non si facciano più vedere. Infatti vanno bere all&#8217;estero&#8230;<br />
Per coloro che hanno capito, non serve nessuna spiegazione.<br />
Per coloro che non hanno capito, nessuna spiegazione è possibile.</em></p>
<p style="text-align: right;">(<strong><em>David R. </em></strong><em></em><strong><em>Kamerschen</em></strong>)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dicotomia</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 08:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>perlesparse</dc:creator>
				<category><![CDATA[parlando di me]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultimamente, nel rapportarmi con alcune persone, io vivo una sorta di dicotomia (il concetto di dicotomia mi ha sempre affascinato, fin dai tempi della scuola). E’ come se, in quel dato rapporto, ci fossero come due facce, due aspetti diversi &#8230; <a href="http://perlesparse.altervista.org/dicotomia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente, nel rapportarmi con alcune persone, io vivo una sorta di dicotomia (il<br />
concetto di dicotomia mi ha sempre affascinato, fin dai tempi della scuola).<br />
E’ come se, in quel dato rapporto, ci fossero come due facce, due aspetti diversi ed in<br />
qualche modo anche opposti, che non hanno praticamente nulla in comune, se non il fatto<br />
che – imprescindibilmente insieme – costituiscono un tutt’uno: l’anima della sottoscritta.<br />
E questa indissolubilità è la differenza sostanziale dalla definizione classica di dicotomia:<br />
le due parti sono sì opposte, ma non si negano, non sono mutuamente esclusive e<br />
nemmeno completamente esautive, perché una ed una sola è la mia anima, tanto è vero<br />
che non posso “estirparne” una parte, dato che una parte non prescinde dall&#8217;altra, anzi è<br />
indissolubile dall’altra.<br />
Come le due facce di una stessa medaglia, diverse (se avessero lo sguardo… guarderebbero<br />
verso direzioni opposte) ma necessariamente fuse insieme, perché solo fuse insieme<br />
costituiscono la medaglia: se si andasse a separarle, si avrebbero due dischi di metallo<br />
ognuno dei due con una sola faccia incisa, ma la medaglia non esisterebbe più.<br />
In una medaglia non puoi vedere, non puoi mostrare le due facce contemporaneamente:<br />
quando è visibile una faccia, l’altra sta dietro, ed è totalmente invisibile, e finché non ti è<br />
dato di girare la medaglia, l’altra faccia resta completamente sconosciuta, al massimo la<br />
puoi immaginare.<br />
E quando finalmente hai la possibilità di vedere la faccia fino a quel momento nascosta,<br />
può essere una sorpresa…. quella faccia può apparire completamente diversa da come la si<br />
è immaginata, più bella, oppure più brutta.<br />
Ma la medaglia è, e resta, una sola, e che ti piaccia o no, non hai che un’alternativa: o<br />
prendi tutto, o lasci tutto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La bellezza</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 08:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>perlesparse</dc:creator>
				<category><![CDATA[citazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La bellezza è l&#8217;unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come la sabbia, le credenze si succedono l&#8217;una all&#8217;altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed un &#8230; <a href="http://perlesparse.altervista.org/la-bellezza/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em>La bellezza è l&#8217;unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come la sabbia, le credenze si succedono l&#8217;una all&#8217;altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed un possesso per tutta l&#8217;eternità</em>.</p>
<p style="text-align: right;">(<strong><em>Oscar Wilde</em></strong>)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cancellando troppo in fretta un sms</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 09:03:57 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[per sorridere]]></category>

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		<description><![CDATA[Un attimo fa ho ricevuto uno dei soliti SMS pubblicitari. Li riconosco al volo dalla prima riga, e il dito parte automaticamente e quasi inconsapevolmente verso il tasto che elimina il messaggio. Ma stavolta non era per suonerie, oroscopi e &#8230; <a href="http://perlesparse.altervista.org/cancellando-troppo-in-fretta-un-sms/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un attimo fa ho ricevuto uno dei soliti SMS pubblicitari. Li riconosco al volo dalla prima riga, e il dito parte automaticamente e quasi inconsapevolmente verso il tasto che elimina il messaggio.<br />
Ma stavolta non era per suonerie, oroscopi e simili, e stavolta mi è un po’ dispiaciuto di averlo cancellato così velocemente, dopo aver letto solo le prime parole.<br />
Perché mentre spingevo il tasto “elimina” il testo che stavo cancellando mi ha incuriosito, e averlo cancellato di getto mi ha lasciato il dubbio: come sarebbero state le posizioni del Kamasutra sul telefonino?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Comunicare</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 09:53:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>perlesparse</dc:creator>
				<category><![CDATA[citazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto il problema della vita è dunque questo: come rompere la propria solitudine, come comunicare con gli altri. (Cesare Pavese ne Il mestiere di vivere) Eviterei la facile battuta che ai tempi di Pavese non c’era internet…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tutto il problema della vita è dunque questo: come rompere la propria solitudine, come comunicare con gli altri.</em></p>
<p style="text-align: right;">(<strong><em>Cesare Pavese</em></strong> ne <strong><em>Il mestiere di vivere</em></strong>)</p>
<p>Eviterei la facile battuta che ai tempi di Pavese non c’era internet…</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>In vacanza alle Maldive, e chissene del resto</title>
		<link>http://perlesparse.altervista.org/in-vacanza-alle-maldive-e-chissene-del-resto/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 14:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>perlesparse</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima il naufragio della nave Concordia, poi il maltempo e la neve che hanno messo in ginocchio l’Italia, TG e GR sono stati (giustamente?) monopolizzati lasciando poco spazio alle altre notizie. Tra quelle internazionali ha fatto prepotentemente capolino la situazione &#8230; <a href="http://perlesparse.altervista.org/in-vacanza-alle-maldive-e-chissene-del-resto/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima il naufragio della nave Concordia, poi il maltempo e la neve che hanno messo in ginocchio l’Italia, TG e GR sono stati (giustamente?) monopolizzati lasciando poco spazio alle altre notizie. Tra quelle internazionali ha fatto prepotentemente capolino la situazione di tensione nelle isole Maldive. E così abbiamo scoperto che non sono solo una specie di paradiso ideale per una vacanza da sogno, che quelle isole e quegli atolli che sulla cartina geografica sembrano una manciata di petali sparsi sull’Oceano Indiano sono in realtà uno stato la cui situazione politica, negli ultimi decenni, è stata tutt’altro che tranquilla.<br />
Ma quanti di quelli che sono stati in vacanza alle Maldive, o sognano di andarci, saprebbero dire qualcosa al riguardo? Quanti sanno se si tratta di una repubblica o di una monarchia? se prevale la democrazia oppure vige un sistema dittatoriale? se c’è (e qual è) la religione ufficiale e come questa eventualmente incide sulla vita dei cittadini? Lo confesso, anche per me le Maldive, fino ad un paio di settimane fa, erano solo un meraviglioso arcipelago che prometteva vacanze da sogno.<br />
Però ascoltando le notizie che dai primi di febbraio i vari TG e GR ci hanno propinato non ho potuto fare a meno di fare alcune considerazioni, che vi propino.<br />
Innanzitutto mi ha colpito che nel segnalare le manifestazioni, i disordini e poi i capovolgimenti politici (leggasi: colpo di stato), mentre da un lato siamo stati informati che la comunità internazionale segue con preoccupazione l’evolversi della situazione, dall’altra si è cercato quasi di minimizzare, soprattutto continuando a ribadire che gli atolli e le isole paradisiache dove sono situati i villaggi turistici sono assolutamente al sicuro, trovandosi anche a centinaia di chilometri di distanza dalla capitale Malé, centro dei disordini e delle violenze.<br />
Di qui, quasi di conseguenza, una domanda: ma perché i TG e i GR italiani si preoccupano tanto di una situazione che – a stare al tono delle notizie – non sembra particolarmente preoccupante, nelle lontane Maldive, e gli danno anche più spazio di quanto ne viene riservato a quel che sta succedendo nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, cioè appena fuori la porta di casa nostra?<br />
Inoltre – anche se con toni molto contenuti – siamo stati informati che tra i motivi che hanno innescato i disordini e provocato l’attuale situazione ci sono le prospettate riforme costituzionali che avrebbero abolito la preminenza assoluta della religione islamica nella costituzione (nelle Maldive non c’è libertà di culto), liberalizzato alcune professioni e anche consentito l&#8217;apertura di centri massaggi e altre attività notoriamente vietate nei paesi islamici, anche al di fuori dei grandi alberghi.<br />
E così abbiamo conosciuto l’altra faccia delle Maldive: non solo le isolette con sopra alberghi da sogno dotati di tutti comfort occidentali, ma anche città e villaggi “normali”, che di occidentale hanno poco e nulla, insomma una sorta di dualismo, per cui certe regole (quelle tipiche nei paesi islamici) che sono assolute e stringenti per i locali, sono allegramente derogate qualche isola più in là in nome del benessere dei turisti (che, ovviamente, portano ricchezza) allocati in strutture gestite da grandi operatori internazionali, totalmente isolate dal resto del Paese. Il che spiega anche l’affanno con cui, non potendo nascondere la preoccupazione per la tensione, i disordini e le violenze che evitabilmente derivano da un colpo di stato e che hanno attirato l’attenzione della comunità internazionale, quella stessa comunità internazionale si affretta a rassicurare che non c’è alcun pericolo per i turisti, visto che i resort frequentati dai vacanzieri distano anche qualche centinaio di chilometri dalla capitale Malé (vero, salvo il fatto che per andare nei villaggi turistici è necessario fare scalo appunto a Malè, perché gli atolli e le isole in cui si trovano sono raggiungibili solo via mare o con piccoli idrovolanti, e se per caso ci fosse qualche problema a Malé, mi chiedo proprio come farebbero a recuperare qualche migliaio di persone allocate su atolli sparpagliati in mezzo all’Oceano).<br />
Fatto sta che anche il sito del Ministero degli Esteri Italiano, aggiornato a ieri, si limita a segnalare “disordini” e considerando comunque il paese sicuro raccomanda solo di mantenersi in contatto con il proprio tour operator (ma va? E con chi altro vuoi che sia in contatto, visto che sto in un’isola circondata da chilometri di oceano dove a parte l’albergo non c’è altro?),.<br />
E allora? Allora niente. Io qualche conclusione l’ho tirata, e non mi piace per niente.</p>
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